Che tipo di paziente è il tuo bambino? – Studio Dentistico Settimo Torinese, Dentista Settimo Torinese, Studio Odontoiatrico Settimo, Dentista Torino
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Che tipo di paziente è il tuo bambino?

Che tipo di paziente è il tuo bambino?

PARTE OGGI UNO STORYBOARD A PUNTATE PER CONOSCERE IN CHE MODO APPROCCIARE AL PRIMO CONTROLLO ORTODONTICO E SCOPRIRE LA FIGURA DELL’IGIENISTA DENTALE. È IMPORTANTE, INFATTI, CONOSCERE ALCUNE REGOLE DI BASE PER AIUTARE IL BAMBINO DURANTE IL PRIMO APPROCCIO SPECIALISTICO: CON LA PRIMA PUNTATA, AFFRONTEREMO IL MOMENTO DEL DIALOGO CON IL PAZIENTE.

 

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Tra le figure di specialisti che collaborano con l’ortodontista, anche il ruolo dell’igienista dentale riveste la sua importanza. Infatti, è attraverso di loro che gli ortodontisti intendono promuovere e attuare un programma di prevenzione orale personalizzato e articolato secondo le esigenza di ogni singolo paziente. L’igienista è, infatti, uno degli specialisti che collaborano con l’ortodontista per sviluppare un approccio motovazionale all’igiene orale. Nel farlo, si occupa quindi di elaborare un programma di prevenzione che tenga in considerazione: 1) l’età del paziente 2) la collaborazione del paziente 3) il tipo di terapia e/o il dispositivo ortodontico.Come ormai sappiamo bene, quello dell’igiene orale occupa un posto importantissimo proprio perché prima dell’ortodonzia si esegue l’igiene. Guidati dall’ortodontista, perciò, le tappe saranno: prima visita ortodontica, igiene orale, montaggio dell’apparecchio e controlli periodici. Ecco perché non sarà strano trovare, accanto al tuo ortodontista, un’igienista a cui verrà affidato il compito di calmare l’ansia del paziente e aiutarlo nelle corrette manovre di igiene orale. Vediamo meglio come tutto ciò avviene.

 

COME SI ELABORA UN PROGRAMMA DI PREVENZIONE PERSONALIZZATO

I pazienti che richiedono o necessitano di un trattamento ortodontico appartengono a diverse fasce di età: dai 5 agli 8 anni, dagli 8 ai 14 anni, dai 14 anni all’età adulta.E’ evidente che il paziente, indipendentemente dall’età, dovrà essere istruito a una pratica di igiene orale corretta eseguita prima di intraprendere qualsiasi tipo di trattamento ortodontico.Per ottenere una buona collaborazione da parte del paziente è importante motivarlo.Pertanto, per ottenere risultati positivi, l’approccio dell’igienista dovrà essere adeguato all’età e agli aspetti psicologici ed emozionali del paziente

 

L’OBIETTIVO DELLA PRIMA VISITA

Il primo passo da effettuare sia nei confronti dei bambini che dei pazienti adulti è la sensibilizzazione e l’educazione all’igiene orale. I pazienti che si accingono a intraprendere una terapia ortodontica necessitano, più degli altri, di essere sottoposti ad un iter di prevenzione in quanto maggiormente esposti a rischio cariogeno. Gli apparecchi ortrodontici fissi, infatti, facilitano l’accumulo di placca batterica poiché la presenza di legature metalliche, elastiche, bande ortodontiche e bracket rappresentano siti nei quali la placca non è facilmente rimovibile con le semplici manovre di spazzolamento.Per iniziare l’educazione dei pazienti, l’argomentazione degli ortosontisti deve adeguarsi alle possibilità di “percezione” di ognuno, strettamente correlate all’età. Se prendiamo in considerazione piccoli pazientiin una fascia di età compresa tra i 5-8 anni, l’approccio sarà indubbiamente più difficile da parte dell’igienista, perché il bambino si trova a dover affrontare una nuova esperienza e per tale motivo di solito al primo appuntamento si presenta titubante e sospettoso, soprattutto se accompagnato da genitori ansiosi. L’igienista, desiderosa di creare il clima adatto per conquistare la fiducia del piccolo paziente, deve in primo luogo sforzarsi di ridurre l’ansia del bambino, indagando sui possibili motivi che la suscitano, attraverso un dialogo distensivo e aperto.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE INSTAURARE UN DIALOGO CON IL PAZIENTE

Per ottenere tutto questo sarà necessario, innanzitutto, rispettare dei criteri che renderanno sicuramente più facile il dialogo con il paziente.Ecco gli step da rispettare. – Per prima cosa la distanza tra l’igienista e il paziente durante la conversazione dovrà essere ravvicinata (meno di un metro): è impossibile infatti, creare un clima di intimità tra due soggetti lontani che devono parlare ad alta voce. – Importante risulta anche la posizione di ascolto: il “faccia a faccia “ è più idoneo in quanto consente di captare l’espressione  degli occhi e gli stimoli non verbali, come l’espressione interessata, un sorriso o l’indifferenza. – E’ necessario parlare chiaramente , scegliendo le parole appropriate: più semplice e preciso è il nostro messaggio, maggiore sarà la comprensione del piccolo paziente. –  La conversazione, inoltre, dovrà essere orientata su argomenti che interessano gli interlocutori – E’ importante anche non trascurare la cura dell’ambiente circostante: mantenere un’illuminazione adeguata, un sottofondo musicale e colori tenui per l’arredamento. – Durante la motivazione non va dimenticato infine che l’accusa, lo spavento, l’intimidazione e l’offesa conducono all’insuccesso e a un blocco del rapporto operatore-paziente.

Fonte: Sorridibene.it

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